Annotazioni

Flussi di ricordi, pensieri e parole fatti di sogni e coscienza primitiva.

stessa perturbazione, stessa pioggia scandisce il mio presente di allora · ricordo di te goccia, ricordo di un attimo fa o forse dell’estate passata · ricordo di questo temporale estivo che ti ha generata · ricordo di averti vista scivolare lungo i contorni della mia coscienza, scalare le cime abitate della mia anima, cadere negli abissi della mia memoria fino a sfiorare il centro della terra · ti ho vista risalire dalle increspature delle mie passioni e come uno tsunami innalzarti al di sopra dell’orizzonte · così goccia, dopo te goccia, scandire di nuovo il tempo.

fra i secondi.

curve senza spigoli dalla semplice forma · il profumo di pane caldo · il colore pallido come nutrimento mattutino · il suono è l’acqua del vicino torrente · è lì sopra l’erba se pur sfocata la vedo, la riconosco · un qualcosa a me familiare · la sento ora vicina, è a un solo braccio da me ma un timido confine ci separa.

animali estinti.

erriamo negli anni cercando un qualcosa che non sappiamo, non troviamo · giriamo in tondo con la nuca perpendicolare all’orizzonte, seguendo direzioni senza destinazione, senza strade, senza incroci · se non di vite.

ritrovati, persi.

il vento sul mio volto si insinua tra le precoci rughe di una vita vissuta in superficie · scorre tra i solchi di vecchi e aberrati punti di fuga · i miei pensieri scivolano a pelo d’acqua per poi perdersi nella luce di un blu cobalto.

l'abisso.

sono pietra.



fermo, immobile, fisso il vuoto come sul cavalcavia di una autostrada · veloci passano errori, ora presenti, ora passati aspettando una frenata, uno scontro, solo per poter distogliere lo sguardo · penso che a volte non ci siano abbastanza sassi da scagliare.

come una pianta cerco luce, aria, nuova terra non battuta da me nelle mie vecchie reincarnazioni · mi innalzo sopra le strade e lei di fronte a me si distende · lei mi appartiene · potere e non volere · la certezza che passa, scivola · cosa voglio se non essere ciò che sono · uno specchio che non riproduce un’immagine fedele · sono mille me sul pavimento · rifletto quello che non sono, tenuto insieme da vecchie speranze e nuovi sogni.

incompiuto.

assetato cerco, ma non trovo che un’arida visione di ciò che volevo · so di poter cambiare, so di poter essere, ma lì dinanzi al vuoto rifletto.

ombre.

passavo illuminando come lanterne cinesi che si innalzano nel cielo · nel volto di lei un tiepido sorriso e io nel silenzio bruciavo.

piano piano.

era sera · il tram mi trasportava per le vie di una città che non conoscevo, ma che, poco a poco, sentivo mia attraverso i suoni e le luci filtrate dai finestrini · un percorso che era immagine introspettiva di una vita che iniziava ad essermi familiare · ma solo quando vidi l’alba capii · ero di nuovo me stesso · un io ricoperto dalle sue molteplicità · masse confuse su binari stridenti di un me che non voleva essere nel suo corpo, ma in un altrove.

puro monolite.

io e te corriamo verso l’odio, e alle spalle l’amore appena passato · come due volpi che in tondo cercano la coda dell’altro ma rimangono deluse dalla propria natura animale.

siamo noi.

dici ciò che sento · sai ciò che dico · le tue parole alimenti · il mio corpo e la mia mente come carta stagna si riflettono, come sull’acqua d’estate · l’ombra rivolta verso il sole poggia la propria luce sull’inferno con labirintiche fruizioni dell’anima · ora siamo noi, come tra duemila anni, postumi di una vita vissuta.

neonati coscienti.

disconosciuta · per mille e mille volte maledetta e odiata ·
libertà e indipendenza, solo queste volevo · e per me era il tutto · allora · e ora sei passata · torna.

gioventù andata.

gusci perfetti finemente levigati fermi in posa riflettono come specchietti per le allodole plastici stili di vita alieni come campagne pubblicitarie di un’altra epoca · avvolgono come carta stagnola inerti cuori di tenebra ruvidi e imperfetti bramosi di fama e consenso · si allungano tentacolari cercando tepore per le loro cattedrali vuote.

molecole di esistenza.

CREDITI OPERE

fra i secondi / “Planet II” di Evie Kitt
neonati coscienti / “Apesanteur, Passage” di Marie-Elisabeth Merlin
siamo noi / “Some foxes over there” di Rita Quattrocchi
puro monolite / “Last Tram” di Ara Shakhatuni
piano piano / “Suzhou Houses” di HweeYen Ong
ombre / “Oakland” di Antony Squizzato
senza sapore / “Road” by The Ocean
sono pietra / “Up Rout” di Rachel Yane
l’abisso / “Apesanteur, Abysse” di Marie-Elisabeth Merlin
animali estinti / “Salt Marsh at Dusk” di Susan Prentice
gioventù passata / “Vanity” di Dorian Gray
ritrovati, persi / “And they didn´t live happily ever after” di Kasia Derwinska
molecole di esistenza / “Time selfie” di Leo Perfectum

Musica di Dario Marinelli – “Awaken”

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